A.N.F.E. Caltanissetta


Delia Villalba S.Caterina Delegazione Mussomeli

 

Popolazione e territorio

Caltanissetta, con circa 272.000 abitanti, è fra le province meno popolose
della Sicilia e presenta una struttura insediativa a bassa densità demografica
(127,9 abitanti per kmq contro i 190,2 dell'Italia). I 9/10 del territorio sono
collinari, vi si distribuiscono 22 comuni in più di 96.800 famiglie il cui
numero medio di componenti è pari a 2,83 contro i 2,89 del Mezzogiorno e i 2,62 dell'intero Paese. La provincia nissena è tra le più urbanizzate della penisola, il 67,5% della popolazione risiede in comuni con più di 20.000 abitanti, e tende all'aumento nel decennio precedente. La popolazione è più giovane che in Italia, con una percentuale di individui di età inferiore ai 14
anni pari al 19,2%, mentre gli anziani assorbono una quota pari al 15,8%. L'elevata migrazione che negli anni precedenti aveva contratto il numero di individui in età lavorativa, negli ultimi due anni, sembra ripresa: il saldo demografico infatti è nuovamente in passivo con un valore tra i più negativi del Paese. Modestissima è la presenza di stranieri nella provincia: con appena 473 stranieri ogni 100 mila abitanti (per l'83,1% extracomunitari),
Caltanissetta si colloca infatti in 100° posizione nella relativa graduatoria decrescente.

 

Tessuto imprenditoriale
La struttura produttiva della provincia nissena (circa 22.723 imprese,
84-esima in Italia, e 73-esima per densità imprenditoriale con 8,3 imprese ogni 100 abitanti) risulta caratterizzata dalla piccola dimensione aziendale. In particolare il 96,5% delle imprese nissene hanno a libro paga meno di 10 addetti e più in particolare rilevante appare l'incidenza delle imprese fino a due addetti che costituiscono il dodicesimo valore più rilevante del Paese. Le
risorse di rilievo per l'economia provinciale sono da un lato l'agricoltura (31% del totale delle aziende a fronte del 19,5 nazionale) e dall'altro il commercio che costituisce circa il 31,2% dell'imprenditoria locale (secondo valore regionale e 22° nazionale). Da segnalare il secondo posto a livello nazionale delle imprese che estraggono minerali. Marginale appare il peso
dell'artigianato sul tessuto economico locale che fa di Caltanissetta la nona minore vocazione artigiana del Paese con una quota pari al 18,5%. La crescita del numero di imprese nel 2003 è stata pari all'1,6, dato decisamente inferiore al 2,1 della regione ed al 2 dell'intero Paese. La dinamica imprenditoriale modesta di Caltanissetta è da imputare ad un basso tasso di natalità (6,2) che rappresenta il 102° valore nazionale e da una mortalità (4,7) di poco superiore al valore medio regionale. Come per altre realtà siciliane, piuttosto consistente risulta la quota di ditte individuali: con una percentuale del 65,2%, la provincia si piazza al 16° posto nella relativa graduatoria.
Mercato del lavoro
Il dato saliente di un mercato del lavoro in cui si conferma fondamentale la
componente dei lavori dipendenti (77,1% degli occupati) è la brusca frenata
nella lotta alla disoccupazione. La situazione del mercato del lavoro nisseno, esaminata sotto la luce del livello di inoccupazione, mostra come dopo un periodo coincidente con la fine degli anni 90 in cui si è assistito ad un buon recupero (passando dal 25% del 1995 al 20,8% del 2000) ha fatto seguito nel 2002 una brusca frenata che ha fatto risalire il livello di questo indicatore fino al 22,6%, per poi scendere al 20,6% nel 2003 (dodicesimo peggior dato nazionale). Spaccando questo dato per classi di età, si può notare come il disagio occupazionale riguardi un po' tutte le età: i livelli di disoccupazione sono tutti superiori al dato nazionale e sono tali da collocare Caltanissetta entro le prime 13 posizioni nelle relative graduatorie. La quota di lavoro irregolare è pari al 33,2%, dato inferiore di circa 5 punti percentuali rispetto alle altre province siciliane ma nettamente più elevato del
corrispondente valore nazionale (22,6%). Le prospettive per l'immediato futuro sembrano far prevede un rilancio immediato dell'occupazione locale. Secondo le risultanze dell'indagine Excelsior-Unioncamere il numero di occupati nel  settore privato nel 2004 è destinato a crescere del 3,1%, sedicesima miglior variazione positiva del Paese.
Risultati economici
Il contributo della provincia nissena alla formazione del valore aggiunto
nazionale è esiguo ed in assoluto tra i più bassi della penisola, appena lo
0,30%, in diminuzione rispetto allo scorso anno. Relativamente al valore
pro-capite (circa 12.817 euro) si riscontra una situazione non molto brillante che colloca Caltanissetta in sestultima posizione nella graduatoria nazionale, con un livello inferiore sia al dato del Mezzogiorno (13.920 euro), sia a  quello italiano che è di oltre 20 mila euro. In compenso, nell'intervallo 1995-2001, il valore aggiunto della provincia è cresciuto più del dato nazionale. L'incidenza del reddito prodotto dall'artigianato sul totale (9%) è inferiore al valore regionale (10,8%) ed a quello nazionale (12,4%). I settori che
contribuiscono di più alla composizione del prodotto interno sono l'agricoltura (5,5%), in particolare con le coltivazioni erbacee (61,8%, 6° valore nazionale), le costruzioni (6,6%) ed i servizi (73%)..
Apertura mercati
Per quanto riguarda gli scambi con l'estero la situazione non appare
particolarmente splendente. La provincia, infatti, nel 2003 ha esportato merci per un valore complessivo di circa 262 milioni di euro (di cui il 61,5% commerciati con l'Europa, ed in particolare con l'Unione Europea,il 30,5% con l' Africa, ed il 5,5% con l'Asia), risultando l'89-esima provincia italiana
nella relativa graduatoria. L'ammontare delle importazioni, invece, ha superato quota 543 milioni di euro (il 57% provenienti dall'Europa, il 36,8% dall'Africa ed il 5% dall'Asia), collocando Caltanissetta al 72-esimo posto tra le province italiane. La propensione all'export è piuttosto bassa (7,3 – 21,1 indice nazionale), in linea al dato regionale mentre, il tasso di apertura (22,3), è più alto di quello del Mezzogiorno (20,8), ma di molto inferiore al tasso di
apertura italiano (42,2). L'export si riferisce principalmente a prodotti petroliferi raffinati (la 19 provincia è infatti quarta nella relativa graduatoria), che assorbono il 60% del monte esportazioni, seguiti dai prodotti chimici di base (21,1%). Come per altre realtà siciliane, tra i prodotti acquistati maggiormente dall'estero, ritroviamo al primo posto proprio i prodotti petroliferi raffinati (57%) seguiti dagli alimentari, bevande e tabacco, 32,5% dell'import complessivo.
Tenore di vita
Il tenore di vita della provincia appare molto contenuto. In termini di
reddito pro-capite, è la quartultima provincia con la minore disponibilità
di reddito per abitante in Italia con soli 10.227 euro a fronte degli oltre
14.600 nazionali. Altrettanto si può dire riguardo ai consumi finali interni
pro-capite pari a 9.354 euro contro i 10.174 del Mezzogiorno ed i 13.262 dell'Italia; in tale classifica Caltanissetta si colloca appena in 99-esima posizione. Da rilevare che la quota dei consumi destinata alle spese di tipo non alimentare risulta molto contenuta (77,6% a fronte dell'83% dell'Italia, 99-esimo posto). Il consumo di carburante è basso in valore assoluto, infatti la provincia si posiziona al terzultimo posto per consumo di benzina pro-capite (0,17 tonnellate annue). Caltanissetta, infine, occupa il 77-esimo posto nella graduatoria del consumo per residente di energia elettrica per usi domestici ed è sempre nelle posizioni di coda in un set di indicatori legati al possesso e all'utilizzo degli autoveicoli relativizzati con le dimensioni provinciali (ad esempio numero di veicoli circolanti, autoveicoli di grossa cilindrata e via dicendo).
Competitività del territorio
Caltanissetta, nonostante sia il baricentro geografico siciliano, non riesce
ad assolvere l'ideale funzione di collegamento trasportistico della regione.
Il territorio provinciale è sprovvisto infatti di aeroporti e l'unico importante scalo marittimo è il porto di Gela,specializzato però unicamente nella movimentazione dei prodotti petroliferi. Strade e ferrovie sono al di sotto delle esigenze provinciali. Deficitarie sono anche le infrastrutture idriche, delle telecomunicazioni ed in generale dei servizi alle imprese. L'indice generale di infrastrutture economiche e sociali sconta tali mancanze, presentando un valore molto inferiore a quello nazionale (63,9 nel '99 – 54,5 nel '91). Il valore del rapporto fra sofferenze bancarie sul totale degli impieghi (11,5) è minore di quello della Sicilia (12,7), ma nettamente superiore al dato medio nazionale (4,6). Il rapporto fra numero dei protesti su popolazione (2.899 ogni 100 mila abitanti) è favorevole rispetto al valore regionale ed anche al dato italiano. Particolarmente bassa, infine, è la quota di imprese fallite (0,08%), sedicesimo valore meno elevato del Paese.
Contesto sociale
Preoccupante la situazione nella provincia da un punto di vista della
sicurezza. Il valore del rapporto fra i delitti denunciati e la popolazione,
rispetto al valore della Sicilia e del Mezzogiorno, è notevole (sedicesimo
valore in Italia), anche se la percentuale di furti e rapine (30,7%) risulta
inferiore di quasi 26 punti percentuali a quella nazionale. Anche il numero di persone e di minori denunciati ogni 100 mila abitanti è elevato, ed i relativi indicatori, occupano la 24° e 25° posizione nella relativa graduatoria nazionale. Basso è il numero di incidenti stradali ogni mille abitanti (1,9, contro il 4,1 nazionale), ma sale la percentuale di incidenti mortali sul
totale degli incidenti (3,6% - 2,4% Italia). La percentuale di decessi per tumore è tra le più basse d'Italia (22,7% - 95°).
Qualità della vita
La qualità della vita nel nisseno, come nelle limitrofe realtà ennese ed
agrigentina, è molto bassa. Il Sole 24 Ore la pone in 97-esima posizione nella graduatoria delle 103 province italiane, Italia Oggi in 60° mentre, più
generosa è Legambiente che la colloca al 31° posto con un guadagno di 7
posizioni rispetto al 2003. Sono solo 2 i comuni in cui sono stati rilevati rischi sismici (9% della popolazione residente), mentre il 35,9% della popolazione abita nei 17 comuni che presentano disagi di natura insediativa.